Dalla Segantini

Finalmente dalla Segantini…

Dalla baita Segantini alla malga Venegia

Il giro della val Venegia, partendo dal passo Rolle, passando per la baita Segantini per arrivare a Pian dei Casoni: passeggiata di per sé non tecnicamente complessa ma ricca di un fascino particolare ed incastonata in uno dei gruppi montuosi più accattivanti: le Pale di San Martino.

Era da tempo che  l’idea ci frullava in testa, ma per godersi il giro è necessaria una giornata tersa e possibilmente non troppo fredda: eccoci accontentati con, credo, l’unica giornata veramente bella di questa pazza estate 2014.

Ad accompagnarci gli zii Rosy e Paolo, che ci consentono di utilizzare due macchine per gestire il trasporto della truppa.

Partenza presto, ma non troppo, ci spostiamo prima a Pian dei Casoni per lasciare una delle macchine e poi via in direzione del passo Rolle.

Visto che non so quanto oggi Sofia e Filippo abbiano voglia di camminare in salita (e se la salita non offre spunti avventurosi chi li sente…..) facciamo i cittadini e prendiamo la navetta che dal passo porta alla baita Segantini: la navetta è a pagamento e consiglio di prenderla al passo (al posteggio grande) e non al posteggio sotto il passo: se la navetta è piena lì ti passa davanti ma non si ferma!!!

La salita dura circa 10 minuti portandoci dai 2000 m del passo ai 2200 della baita Segantini, piccolo rifugio con annesso un tipico laghetto di montagna, da dove inizia la discesa nella val Venegia. Da qui inizia la nostra passeggiata, con la strada sterrata e talmente battuta che non presenta nessuna difficoltà, e che si snoda in una serie di ampi tornanti che portano all’interno della valle alle sorgenti del Travignolo. Spaziando con lo sguardo alla nostra destra ci accompagnano maestosi il Cimon, la Vezzana e il Burelloni, mentre di fronte a noi possiamo vedere Cima Uomo sopra la val San Pellegrino e più in là la Marmolada.

Ma mano che scendiamo, con Lella che ne approfitta per qualche foto (ma la luce oggi non sembra dare grandi soddisfazioni) Filippo ed io ci facciamo ingolosire dalla voglia di andare a toccare il ghiacciaio: quest’anno la neve non se ne va quindi quale occasione migliore per andare a bere l’acqua del Travignolo direttamente dalla fonte?!? Abbandoniamo quindi il sentiero e scendiamo nel canalone sotto il Cimon per risalire il ghiaione sulla parete di fronte: ecco l’avventura della giornata. Il mio campione tiene un passo fantastico ed arriviamo velocemente a toccare i ghiaccio ed a fare un ruzzolone tutti e due scivolando sullo stesso: bisogno ammettere che il ghiacciaio a luglio in pantaloncini e scarponi da una sensazione strana.

Il Cimon dalla Segantini
Il Cimon dalla Segantini

Giusto il tempo di una breve sosta con un panino per l’esploratore e si riparte, visto che dobbiamo raggiungere il resto della comitiva che nel frattempo ha proseguito la strada e si avvicina al Campigol della Vezzana ai piedi dei ghiaioni.

 

Poco prima dell’arrivo al pianoro incontriamo la deviazione per il rifugio Volpi del Mulaz: destinazione accattivante ma è segnalata ancora neve sul percorso, quindi coi nostri cuccioli il sentiero è fuori discussione, se ne riparlerà tra qualche anno.

Al pianoro ci ricongiungiamo coi nostri compagni di viaggio che nel frattempo si sono fermati ad ammirare la miriade  di colori che tingono questa distesa verde a 2000 m.

Il Campigol dalla Segantini
Il Campigol dalla Segantini

Lasciamo a malincuore questo paesaggio da cartolina e ricominciamo la discesa verso la malga Venegiota prima e la malga Venegia poi, dove i nonni ci aspettano per pranzo: la discesa qui è dolce e viaggiamo spediti, fino a quota 1700 m, per un giusto premio culinario in una delle nostre malghe preferite. Finito il pranzo giù verso il posteggio, visto che lo zio Paolo ed il papà devono andare a recuperare la macchina lasciata al passo Rolle.

Il tempo impiegato fino alla malga Venegia è stato di circa 2,30h per dare a Sofia e Filippo il tempo di giocare anche un po’ lungo il percorso; per la discesa a Pian dei Casoni invece  30m circa.

Alcune note tecniche: il giro della val Venegia può essere circolare, con partenza da uno dei vari posteggi (o fermate degli autobus e navette) che si trovano lungo il percorso.  Se si ha voglia di fare una bella passeggiata, se si ha un buon passo e la fortuna di incappare in una bella giornata il percorso consigliato è il seguente (ovviamente essendo un anello si può invertirne il senso):

  • partenza dal passo Rolle e salita verso il rifugio Capanna Cervino e poi Baita Segantini: tempo 1h circa, percorso su strada carrozzabile con vista sulla val di Fiemme, la catena del Lagorai da una parte e cima Bocche, Juribrutto, Col Margherita dall’altra (da qui parte il trekking del Cristo Pensante, altra meta per nostre prossime uscite);
  • discesa verso le malghe Venegiota e Venegia, e poi giù ancora verso Pian dei Casoni: tempo circa 2h tenendo un buon passo;
  • dal posteggio prendere per Malga Juribello: si passa prima nel bosco, poi su  un sentiero ed infine su strada carrozzabile fino alla malga; coi nostri bimbi abbiamo fatto questa passeggiata lo scorso anno, lasciando nell’ultimo tratto la strada sterrata per proseguire nei pascoli: i bimbi si sono divertiti come i matti (per arrivare alla Juribello è possibile prendere il sentiero anche all’altezza della malga Venegia: qui il sentiero si arrampica su una parete ripida per poi sbucare nei pascoli sopra la Juribello); tempo circa 2h;
  • dopo un bicchiere di latte appena munto (d’obbligo alla Juribello) si prosegue a salire per la strada sterrata e, tenendo la destra, si arriva a riprendere la strada che porta al rifugio Capanna Cervino: tempo circa 1,30h.

 

 

 

 

Author: viverepe

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