Trekking della Cavallazza

Il giro della Cavallazza

Il trekking della Cavallazza, dalla malga Rolle ai laghi di Colbricon

Il trekking della Cavallazza è stato una piacevole sorpresa, dal momento che è nato quasi per gioco per vedere chi, tra padri e figli, arrivava prima  ai laghetti di Colbricon partendo dalla malga Rolle.

Partendo appunto dalla malga Rolle, sulla statale 50 che porta all’omonimo passo, si scende verso gli impianti della Tognazza, da dove parte sia la passeggiata per i laghetti di Colbricon (che riprenderemo alla fine del trekking)sia la seggiovia Paradiso che ci porterà all’inizio del nostro percorso. Da qui parte la sfida coi cuccioli, loro verso il laghetti e Simone ed io verso la cima.

La salita con la datata seggiovia ci fa capire che sicuramente perderemo (non che avessimo avuto dubbi in merito…): il viaggio è lentissimo ed il vento contrario non fa che rendere ancora più penoso il tragitto.

Finalmente giunti in cima il panorama che ci attende ci ripaga del tratto di passione: una terrazza da cui sembra di poter toccare il Cimon della Pala, il Rosetta e da dove si domina la valle di San Martino di Castrozza.

Il posto è incantevole ma abbiamo una gara in corso quindi, dalla discesa della seggiovia, prendiamo il sentiero verso ovest (verso est adremmo verso il passo Rolle). Proseguiamo per un comodo falsopiano appena sotto costa e dopo pochi minuti arriviamo ad un piccolo lago con scenografica vista sul Cimon.

Trekking della Cavallazza
Piccolo lago

Da qui è possibile scegliere tra due diramazioni del sentiero: proseguendo si costeggia la Cavallazza piccola mentre passando interno al lago si può risalire la stessa Cavallazza.

Quest’ultima alternativa conduce alla traversata dei tre roccioni di cresta della Cavallazza Piccola, e presenta  alcuni passaggi un po’ esposti e attrezzati con un cordino metallico.

Sulla cima si trovano tracce delle postazioni della grande guerra, con numerose trincee e gallerie, alcune delle quali forano da parte a parte la cima.

Noi, anche perché abbiamo una gara da vincere optiamo per la prima ipotesi e proseguiamo col sentiero basso, che prosegue con un splendida vista dal Lusia allo Juribrutto, con uno scorcio della parete sud della Marmolada e del Vernel.

Trekking della CavallazzaTrekking della CavallazzaTrekking della Cavallazza

La passeggiata è tranquilla e ci porta alla scoperta di un altro lago di montagna, che si trova in un avvallamento ai piedi della Cavallazza piccola.

Trekking della Cavallazza
Lago alpino

Non scendiamo al lago, benché invogli ad una piacevole sosta e ad un picnic, procedendo sul sentiero a dir la verità poco segnato ma riconoscibile sia per le tracce che per gli ometti di pietra, fino ad arrivare alla forcella, a quota 2226.

Trekking della CavallazzaTrekking della CavallazzaTrekking della Cavallazza

Da qui proseguiamo sul sentiero in sassi verso ovest che sale verso la cima: il sentiero è a rischio per chi soffre di vertigini essendo decisamente ripido ed in alcuni tratti verticale su San Martino di Castrozza, a circa 1000 metri più a valle.

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Trekking della CavallazzaLa salita è ripida ma breve, e lascia il tempo di guardarsi attorno per scoprire camminamenti perfettamente conservati della grande guerra.

Da qui iniziamo a capire perché la Cavallazza è considerata una splendida terrazza sulle dolomiti: la vista spazia a 360 gradi dalla valle di San Martino, sulle Pale, Marmolada, gruppo del Lusia, Catenaccio e Latemar: una vista non indifferente.

Vista dalla cima

Arrivati sulla cima (2324 metri) ci attende una croce in legno e filo spinato, evidente memoria della Grande Guerra.

Qui ci concediamo qualche minuto di meritato riposo prima di affrontare la discesa che sappiamo essere abbastanza impegnativa: scendiamo quindi di una trentina di metri per il sentiero appena percorso e proseguiamo poi per girare attorno alla vetta sempre verso ovest.

Dopo qualche minuto l’obiettivo del nostro trekking appare circa 400 metri più in basso: i laghi di Colbricon

Trekking della CavallazzaTrekking della CavallazzaTrekking della Cavallazza

La discesa è in effetti ardua più che altro perché il fondo è ghiaioso e scivoloso e la pendenza è significativa: procediamo con attenzione e ci godiamo la vista che continua ad essere spettacolare, ed in 50 minuti circa siamo ai laghi, per un tempo totale di percorrenza dall’arrivo della seggiovia di circa 1h e 40 minuti.

Ovviamente abbiamo perso la gara coi cuccioli…. ma non avevo ancora detto che lo zaino col pranzo lo stavamo portando noi….

Il ritorno avviene per il comodo sentiero dei laghi, che ci riporterà alla partenza degli impianti della Tognazza.

Qualche nota sul trekking: adatto ai bambini fino alla forcella, con molti angoli in cui poter fare un picnic in altura. Il resto del sentiero invece prevede un’attenzione maggiore, quindi lo consiglio per ragazzi oltre i 12/13 anni. La parte oltre la forcella è inoltre sconsigliata per chi soffre di vertigini.

 

Author: viverepe

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